Più apprezzato dalle banche

Business Plan

EBA/GL/2020/06

Il piano che convince la banca è quello che avresti scritto comunque.
E quando vai a presentarlo, non ci vai da solo: ci veniamo con te.

Richiedi una call →
Come costruiamo il piano

Un business plan scritto per la banca si riconosce lontano un miglio. Soprattutto dalla banca. Quello che passa è il piano che avresti scritto comunque: per sapere dove stai andando, cosa ti serve per arrivarci, e cosa succede se le cose vanno peggio del previsto.

Partiamo da una pre-analisi dei tuoi numeri veri e costruiamo il modello economico-finanziario completo: conto economico, stato patrimoniale e rendiconto che si muovono insieme e quadrano su ogni anno — senza numeri di raccordo inventati per far tornare i conti. Budget di cassa mese per mese con IVA, acconti e saldi d'imposta al loro posto, perché è lì che i piani crollano: non sui ricavi, sulle scadenze. DSCR calcolato secondo le linee guida EBA, punto di pareggio, otto scenari, tenuta dei covenant.

Accanto a ogni posta fiscale e civilistica, la norma su cui poggia. Ipotesi esplicite e formule a vista: nessun numero che tu non possa aprire e discutere.

«Il piano industriale non è un documento. È lo strumento con cui l'impresa decide dove va.»
— Enrico Pappalardo, socio fondatore

Come funziona

Un processo in tre fasi per costruire un piano che regge all'istruttoria.

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Si parte da una call

Finché non sappiamo quanto chiedi, a quale banca e con quale forma tecnica, un business plan non si scrive: si copia. La prima conversazione serve a capire se e come possiamo esserti utili. È gratuita.

2

Costruiamo il piano sui tuoi numeri

Pre-analisi del bilancio, modello economico-finanziario completo, scenari, verifica della sostenibilità del debito. Ogni ipotesi è scritta ed è tua: se non ci credi, la cambiamo.

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Veniamo in banca con te

Presentazione, istruttoria, domande dell'analista, chiarimenti, integrazioni. È la parte che decide l'esito, ed è quella che quasi nessuno fa.

Cosa riceverai

Il piano completo, il modello e l'accompagnamento: tutto quello che serve fino alla delibera.

Il business plan in Word

Redatto secondo gli standard ODCEC e le linee guida EBA per la valutazione del merito creditizio. Il formato che l'analista si aspetta di vedere.

Il modello Excel completo

Ventidue schede, con quelle di input separate da quelle di calcolo e una guida alla compilazione. Prospetti collegati e quadrati, budget di cassa mensile, DSCR, punto di pareggio, otto scenari. I ricavi si costruiscono come funziona la tua azienda: per volume e prezzo, per crescita, o per portafoglio ordini.

Formule a vista, e resta tuo: l'anno prossimo cambi i dati di input e il piano si ricalcola.

La presentazione per la banca

Le slide con cui ti presenti in filiale. Più l'accompagnamento in istruttoria fino alla delibera.

Il tuo piano non finisce ai confini della tua azienda

Un analista legge le tue proiezioni di ricavo e si fa una domanda sola: regge fuori da qui? Per questo il piano non contiene solo i tuoi numeri.

Ci mettiamo il tuo mercato — dimensione, dinamica, concorrenti reali — la normativa che governa il tuo settore, le condizioni di credito praticate in questo momento dagli istituti che operano in Toscana e le misure di finanza agevolata regionali per cui potresti essere ancora in tempo.

Perché capita spesso: chi prepara un piano per chiedere un finanziamento scopre di avere diritto anche a un contributo. E scoprirlo dopo, quando lo sportello è chiuso, è la cosa che dispiace di più.

Non hai ancora un'azienda? Il piano serve ancora di più

Quando l'azienda esiste, il business plan parte dai numeri veri e proietta in avanti. Quando l'azienda non c'è ancora, il piano è l'unica cosa che c'è: è lì che si scopre se l'idea sta in piedi, prima di metterci dentro i soldi.

Il lavoro cambia. Non c'è uno storico da cui partire, quindi ogni ipotesi va costruita e difesa una per una: quanto puoi vendere davvero e a che prezzo, quali costi hai comunque anche a fatturato zero, in quanto tempo arrivi al pareggio, e soprattutto quanto capitale ti serve per arrivarci senza restare a secco a metà strada — che è il punto in cui muoiono più progetti buoni che cattivi.

E c'è una domanda che facciamo sempre, prima delle altre: a quali condizioni questo progetto non funziona? Un piano che risponde solo nello scenario in cui tutto va bene non serve a te e non convince nessuno.

Il risultato può anche essere che l'idea, così com'è, non regge. In quel caso te lo diciamo — ed è probabilmente il momento in cui il piano ti ha fatto risparmiare di più.

Non è più una scelta della banca

Dal 2021 le banche italiane applicano gli Orientamenti EBA sulla concessione e il monitoraggio del credito (EBA/GL/2020/06), recepiti da Banca d'Italia con la Nota n. 13 del 20 luglio 2021 e trasfusi nelle Circolari 285 e 288.

Il paragrafo 86 chiede espressamente piani aziendali supportati da proiezioni finanziarie. Il paragrafo 120 è ancora più netto: nel valutare chi chiede credito, la banca deve guardare al reddito e ai flussi di cassa futuri, non alle garanzie disponibili.

Tradotto: la garanzia non basta più. Devi dimostrare come restituirai i soldi.

E per la banca non è un formalismo: è una responsabilità.

La Cassazione ha stabilito che concedere credito a un'impresa in difficoltà, senza concrete e ragionevoli prospettive di superamento della crisi, espone la banca a responsabilità risarcitoria (ordinanze n. 24725/2021 e n. 11566/2024). Ecco perché l'analista non può accontentarsi di una stretta di mano: deve poter documentare perché ha detto di sì.

E qui c'è la notizia che ti riguarda davvero.

Il Tribunale di Latina, con sentenza n. 1378 del 15 luglio 2025, ha affermato un principio che vale la pena leggere due volte: non è decisiva la situazione economica dell'impresa al momento della richiesta, se una valutazione prognostica condotta ex ante su basi oggettive lascia prevedere un'evoluzione futura non insolvente.

Detto senza giri di parole: un piano solido può farti ottenere credito anche quando i numeri di oggi non sono brillanti. È il piano a spostare l'ago, non il bilancio dell'anno scorso.

Costruito sui parametri che la banca controlla

DSCR calcolato secondo le linee guida EBA, flussi di cassa prospettici, copertura del servizio del debito, scenari di stress: sono le metriche dell'Allegato 3 degli Orientamenti, cioè esattamente quelle su cui l'analista è tenuto a esprimersi. Il nostro piano parla quella lingua, con le formule a vista.

Non ti promettiamo che la banca dirà di sì: nessuno può farlo, e diffida di chi lo fa.

Facciamo una cosa più utile. La pre-analisi iniziale ci dice in anticipo se i fondamentali reggono. Se reggono, costruiamo il piano e ti accompagniamo in istruttoria. Se non reggono te lo diciamo subito, prima che tu spenda: ti indichiamo cosa sistemare e quando ripresentarti.

Perché presentarsi in banca con un piano che non sta in piedi non è solo inutile. È il modo più rapido per chiudersi quella porta per i due anni successivi.

Il numero da cui dipende quasi tutto

Se c'è un indicatore su cui si decide un affidamento, è il DSCR: misura quanto la cassa che l'azienda genera copre le rate del debito. Nel tuo piano lo calcoliamo anno per anno secondo le linee guida EBA, così l'analista lo trova già pronto.

Vuoi capire davvero cos'è il DSCR e perché il valore che ti calcoli da solo è spesso sbagliato? Leggi la guida →

Il piano dopo la delibera

Il piano non serve solo a ottenere i soldi. Serve a non perdere la rotta.

Il giorno della delibera il business plan ha fatto metà del suo lavoro. L'altra metà comincia dopo.

È il documento che ti dice se stai andando dove avevi detto di andare, o se te ne stai allontanando senza accorgertene. Perché uno scostamento non si presenta mai come un problema: si presenta come un mese un po' sotto, poi un altro, e quando lo vedi nel bilancio hai perso un anno.

In un mercato competitivo non ti puoi permettere di navigare a vista tra un bilancio e l'altro.

Il consiglio di AFB: aggiorna il piano ogni sei mesi.

Si mette il previsto accanto al realizzato, si capisce dove la realtà si è staccata dalle ipotesi e si corregge finché si è in tempo. Costa una frazione del primo lavoro, perché il modello esiste già ed è tuo.

E c'è un effetto collaterale che vale da solo l'aggiornamento: quando tornerai in banca — per una nuova linea, un rinnovo, un investimento — non arriverai con un piano scritto per l'occasione. Arriverai con la storia documentata di un imprenditore che ha detto cosa avrebbe fatto, e poi l'ha fatto.

In istruttoria, quella storia vale più di qualsiasi garanzia.

Una pratica bocciata non si riapre il mese dopo

Il costo di andare in banca impreparati non è il tempo che perdi: è che quella porta resta chiusa. Un'istruttoria respinta resta agli atti, e ripresentarsi allo stesso istituto con lo stesso progetto richiede mesi e argomenti nuovi — quando l'occasione, il fornitore o il bando non aspettano.

Nella pratica dei bandi, oltre il sessanta per cento delle domande di agevolazione respinte presenta un piano economico-finanziario incoerente con i criteri richiesti. Non per mancanza di idee valide: per metodo e struttura.

Chi firma il tuo piano

Il business plan è firmato da Enrico Pappalardo, Commercialista, Revisore Legale e Gestore della Crisi d'Impresa.

Non è un dettaglio formale: un piano firmato da un professionista iscritto all'albo, costruito secondo gli standard ODCEC e le linee guida EBA, è un documento che la banca sa come leggere. Un file scaricato da internet no.

Prima che tu lo chieda

E se i miei conti sono messi male?

Meglio saperlo adesso che scoprirlo in filiale. Non scriviamo relazioni compiacenti: se c'è un problema te lo diciamo, e ti diciamo anche da dove si comincia a risolverlo.

Chi ci lavora davvero?

Un Commercialista e Revisore Legale, con il suo nome sulla relazione. Usiamo strumenti nostri per fare i conti in fretta, ma le conclusioni le firma una persona.

E se non capisco qualcosa?

Ci chiami. Una call di chiarimento è compresa: un cruscotto che non sai leggere non serve a niente, e lo sappiamo.

I miei dati dove finiscono?

Restano tra noi e te. Nessuna condivisione con terzi, nessuna banca dati, nessun uso commerciale. Siamo tenuti al segreto professionale, non a una policy.

Quanto ci vuole davvero?

Dipende dal progetto. Te lo diciamo dopo la prima call, per iscritto, insieme al preventivo.

Quanto costa

Il Business Plan non ha un prezzo di listino, perché non ha un perimetro fisso.

Dipende da cosa chiedi, a quale banca e per quale progetto. Dopo la prima call ti diamo preventivo e tempi, per iscritto. Se non fa per te, te lo diciamo.

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Il piano parte da dove sei

Un business plan credibile poggia su una lettura seria del bilancio. Se non l'hai ancora fatta, la Dashboard Bilancio è il punto di partenza — ed è compresa nel pacchetto Presentazione Bancaria.

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