Guida AFB

Polizza catastrofale obbligatoria per le imprese: cosa cambia

Cosa cambia, chi è obbligato e perché riguarda anche i tuoi contributi pubblici. Guida operativa con i riferimenti alla Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023) e ai decreti attuativi. Aggiornata al 15 ottobre 2026.

In breve. Da qualche mese esiste un obbligo nuovo che molti imprenditori non hanno ancora messo a fuoco: assicurare i beni dell'impresa contro le calamità naturali — terremoti, alluvioni, frane. Non è una scelta commerciale lasciata alla prudenza del singolo: è un obbligo di legge, introdotto dalla Legge di Bilancio 2024. E la sua mancanza non porta una multa immediata, ma qualcosa di più insidioso: può precluderti l'accesso a contributi, agevolazioni e finanziamenti pubblici.
Il punto che ci interessa di più come CFO: senza copertura catastrofale la tua impresa può essere esclusa dagli incentivi pubblici. La legge impone che l'assenza della polizza sia "tenuta in considerazione" nell'assegnazione di contributi e sovvenzioni. Chi vuole accedere ai bandi, ai crediti d'imposta e alla finanza agevolata non può permettersi di scoprirlo dopo.

Questa guida spiega cos'è l'obbligo e come mettersi in regola. Per valutare la tua posizione: parla con AFB →

Le basi normative

Da dove nasce l'obbligo

L'obbligo è previsto dalla Legge di Bilancio 2024 — L. 30 dicembre 2023, n. 213, art. 1, commi 101-112. La norma quadro è stata poi attuata dal Decreto MEF-MIMIT n. 18/2025 — che definisce beni, eventi e limiti economici della copertura — e integrata dal D.L. 39/2025 (convertito in L. 78/2025), che ha scaglionato le scadenze per dimensione d'impresa.

Il precetto della legge è chiaro: le imprese devono dotarsi di una copertura assicurativa contro i danni ai beni aziendali causati da eventi calamitosi. L'architettura normativa è in evoluzione — i decreti attuativi hanno già subito ritocchi — ma l'obbligo nella sua sostanza è operativo.

Il perimetro dell'obbligo

Chi è obbligato e chi no

Sono tenute all'obbligo tutte le imprese con sede legale in Italia (o stabile organizzazione) iscritte al Registro delle Imprese ai sensi dell'art. 2188 c.c., a prescindere da dimensione e settore, che detengano immobilizzazioni materiali. Restano fuori le imprese prive di tali beni.

Le imprese agricole (art. 2135 c.c.) seguono un regime distinto, con un fondo mutualistico dedicato, e non rientrano in questo specifico obbligo: se operi in agricoltura, la tua posizione va valutata a parte.

La domanda pratica. Hai terreni, fabbricati, impianti, macchinari o attrezzature iscritti in bilancio? Allora l'obbligo quasi certamente ti riguarda. La verifica parte dal bilancio — ed è la prima cosa che facciamo insieme.
Quando scatta l'obbligo

Le scadenze, per dimensione d'impresa

Il termine per adeguarsi dipende dalla dimensione dell'impresa. Il quadro, più volte ritoccato, è oggi il seguente:

Categoria d'impresa Termine Stato
Grandi imprese 1° aprile 2025 in vigore
Medie imprese 1° ottobre 2025 in vigore
Piccole e micro imprese 31 dicembre 2025 in vigore
Alcuni settori (es. pesca e acquacoltura, ristorazione e turismo ricettivo) 31 marzo 2026 prorogato

Attenzione: le scadenze sono state differite più volte e per settori diversi. Prima di dare per scontata la tua posizione, va verificata caso per caso — è la prima cosa che controlliamo insieme.

L'oggetto della copertura

Quali beni vanno assicurati

L'obbligo riguarda le immobilizzazioni materiali iscritte in bilancio alla voce B-II, numeri 1, 2 e 3 dell'art. 2424 c.c.:

Restano esclusi, tra gli altri, i veicoli iscritti al PRA, le merci e le scorte di magazzino, gli immobili in costruzione e i beni che risultino totalmente abusivi.

Qui c'è un lavoro tecnico che è esattamente il nostro. Individuare con precisione, a partire dal bilancio, quali cespiti rientrano nell'obbligo e per quale valore — perché è su quella base che si costruisce (e si tara nel costo) la copertura.
I rischi coperti

Quali eventi copre la polizza catastrofale

La copertura riguarda tre rischi catastrofali:

Sul piano tecnico, gli eventi che si manifestano entro 72 ore dalla prima occorrenza sono considerati un unico sinistro, con effetti su franchigie e scoperti: un dettaglio che incide sul costo reale della protezione e va letto con attenzione nelle condizioni di polizza.

Per approfondire la disciplina dal lato delle assicurazioni, il riferimento è IVASS — Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni; per le indicazioni del Ministero sullo strumento, MIMIT — Polizze per rischi catastrofali.

La conseguenza concreta

La conseguenza che pesa davvero: i contributi pubblici

La legge non prevede una sanzione pecuniaria diretta per chi non si assicura. Ma introduce un effetto molto più concreto per chi fa impresa con l'aiuto del pubblico: la mancata copertura deve essere tenuta in considerazione nell'assegnazione di contributi, sovvenzioni e agevolazioni.

In pratica, l'impresa non in regola rischia di vedersi escludere o penalizzare nell'accesso a bandi, crediti d'imposta e finanza agevolata. Per chi costruisce parte della propria crescita su questi strumenti, la polizza catastrofale smette di essere un costo assicurativo e diventa un requisito di accesso da presidiare.

Non aspettare di trovarti fuori da un bando per scoprirlo. Se stai puntando a incentivi nei prossimi mesi, la copertura catastrofale è una delle caselle da spuntare prima, non dopo.
Il quadro di governance

Il legame con gli adeguati assetti e la continuità aziendale

Un'esposizione catastrofale non coperta è anche un buco di governance. Gli adeguati assetti ex art. 2086 c.c. impongono all'imprenditore di rilevare per tempo i rischi che minacciano la continuità aziendale: un capannone o un impianto non assicurati contro sisma e alluvione, in molte aree della Toscana, sono proprio uno di quei rischi. Trattare la catastrofale come parte del presidio della continuità — e non come una scartoffia in più — è il modo corretto di inquadrarla.

Chi ha già fatto il percorso degli adeguati assetti con noi sa che la mappatura dei rischi operativi e patrimoniali è il punto di partenza. La copertura catastrofale entra in quella mappa come una delle misure attive di presidio: non basta identificare il rischio, occorre gestirlo.

→ Adeguati assetti: cosa sono e come capisci se li hai

L'urgenza prospettica

Dove sta andando (e perché conviene muoversi ora)

Oggi la mancata copertura non porta una multa: pesa sull'accesso agli incentivi. Ma la direzione è segnata. L'obbligo è nato da poco ed è già stato esteso, per fasi, a platee sempre più ampie: la logica del legislatore è far entrare la protezione catastrofale nella normalità della gestione d'impresa.

È lecito attendersi che, come è accaduto per gli adeguati assetti, ciò che oggi è un onere "morbido" si irrigidisca nel tempo. Gli adeguati assetti (art. 2086 c.c.) sono partiti come un dovere generico e sono diventati, complice la giurisprudenza, un terreno di responsabilità concreta per amministratori e organi di controllo, con decisioni dei tribunali a carico di chi non se n'era occupato. Non è difficile immaginare per la catastrofale un percorso analogo, verso conseguenze più dirette per chi non è in regola.

È una previsione, non una certezza — e come tale te la diamo. Ma è la lettura prudente: muoversi adesso costa poco e ti mette al riparo sia dal rischio di oggi (l'esclusione dagli incentivi) sia da quello di domani (un obbligo che si fa più severo). Chi si adegua per tempo non si farà trovare impreparato quando l'asticella si alzerà.
Il ruolo di AFB

Come AFB ti aiuta a metterti in regola

La polizza la sottoscrive un assicuratore, ma la parte che decide se è giusta, sufficiente e sostenibile è economico-finanziaria — ed è la nostra. AFB, come CFO esterno, interviene su ciò che viene prima e intorno alla copertura:

La copertura vera e propria la costruisce il consulente assicurativo della Rete Impresa Protetta, di cui AFB fa parte. È lo stesso principio della composizione negoziata: un unico interlocutore — noi — e dietro un ecosistema di professionisti che si attivano quando servono. Sul catastrofale entra il consulente assicurativo, che tara le coperture (catastrofale, property, D&O, RC professionale) sulla reale esposizione dell'impresa; noi restiamo il tuo punto di riferimento e teniamo insieme numeri, obblighi e protezione — così le due cose non viaggiano separate. Tu parli con una persona sola; dietro, lavora una squadra.

Verifica la tua posizione.
Se hai capannoni, impianti o attrezzature, o se vuoi accedere ai bandi e alla finanza agevolata, la domanda giusta non è "se", ma "entro quando e per quali beni". AFB può dirti in poco tempo se sei obbligato, su cosa e con quali tempi — e coordinare la copertura con la Rete. La prima conversazione non costa nulla.

Parla con noi

Raccontaci la tua situazione: verifichiamo la tua scadenza, mappiamo i beni da assicurare e coordiniamo la copertura.

Parla con noi →

Scopri il metodo AFB

La polizza catastrofale è uno dei tasselli del presidio. Scopri come AFB affianca l'imprenditore su tutto il fronte finanziario e gestionale.

Il metodo AFB →

A cura di AFB — Analysis for Business.

Fonti istituzionali e normative: Legge di Bilancio 2024 — L. 213/2023 (Normattiva) · MIMIT — Polizze per rischi catastrofali · IVASS — Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni. Contenuto a scopo informativo, aggiornato a settembre 2026, non sostitutivo di una valutazione professionale.

Domande frequenti sulla polizza catastrofale obbligatoria